Manifestazione degli operatori funebri a Genova: l’orgoglio di difendere e tutelare la funzione e la dignità del proprio lavoro

Il 2023, si è concluso con una importante manifestazione pubblica degli operatori funebri liguri: il 19 dicembre molte autofunebri hanno percorso le strade adiacenti alla sede del Consiglio Regionale della Liguria per richiamare l’attenzione dei consiglieri regionali e della pubblica opinione sulla necessità di coerenza e rispetto degli atti normativi votati e ripetutamente riaffermati, in questi ultimi anni, da parte del Consiglio Regionale.

Un momento del corteo di autofunebri a Genova il 19 dicembre 2023
Il corteo di autofunebri a Genova il 19 dicembre 2023

La protesta era contro l’ipotesi, proposta dalla stessa Giunta, di bloccare fino alla fine dell’attuale legislatura regionale, fino al 2026, la Legge Regionale sulla funeraria approvata nel 2020 ritardando l’applicazione di due elementi fondamentali, sanciti dalla legge in questione, come dalla maggioranza delle leggi regionali sulla materia, e cioè la natura dei soggetti esercenti l’attività funebre e l’incompatibilità tra attività funebre ed attività sanitarie e parasanitarie.

Tutti i giornali ne hanno parlato con dovizia di rendicontazione e di particolari risparmiandoci la necessità di ritornare sulla cronaca di questa significativa manifestazione.

Un momento del corteo di autofunebri a Genova il 19 dicembre 2023
Il corteo di autofunebri a Genova il 19 dicembre 2023

L’ampia mobilitazione, promossa da Federcofit e che ha visto la presenza anche di Operatori associati alle altre organizzazioni nazionali del settore, F.E.N.I.O.F e SEFIT, ha ottenuto qualche parziale risultato, su cui si dovrà tenere alta, molto alta, l’attenzione: i termini della scadenza sono stati leggermente accorciati (entro la fine del 2025), ma, quel che conta, è stato votato un ordine del giorno che impegna la Giunta a emanare il Regolamento di attuazione della Legge in questione entro il mese di aprile prossimo, convocando tempestivamente un tavolo di lavoro ad hoc.

Si tratta di un risultato molto parziale, che premia inopinatamente un’unica organizzazione ONLUS che si è opposta a questa legge sostenuta dalla minoranza del Consiglio, e che niente ha fatto nel corso di questi tre anni dall’approvazione della legge per adeguare le proprie strutture ai dettami della disposizioni, risultato, dunque, contrastante con le reiterate affermazione della maggioranza consiliare della Liguria (ma queste sono le sorprese della “politica”), ma che, se si rispetteranno gli impegni, potrà salvaguardare l’attivazione delle innovazioni contenute nella legge e garantire anche alle famiglie liguri di poter rivolgere ai propri cari defunti quelle attenzioni possibili in tutto il paese ed inapplicabili in questa regione (casa funebre, trasferimento a bara aperta delle salme su istanza delle famiglie e via andando).

Quindi risultato parziale, molto parziale, impone alla categoria nuovi impegni di controllo e sollecitazione continua per non vanificare gli importanti contenuti della legge, ma, questo è certo, è un risultato frutto della mobilitazione attiva della categoria: abbiamo rischiato di veder decadere l’intero contenuto delle disposizioni normative approvate nel 2020.

Certo è d’obbligo anche un’altra riflessione.

Le vicende che hanno caratterizzato la funeraria italiana in questo ultimo anno mostrano come gli attacchi alle norme approvate nel corso di questi ultimi 15 anni dalle Regioni siano più frequenti e, se vogliamo, anche più subdoli. Molti sono gli esempi: dai tentativi in Lombardia, alle vicende liguri, alla stessa difficoltà ad avere una legge nel Lazio, alle rimostranze registrate in Calabria, solo per citarne alcuni. Tentativi subdoli perché messi in atto in modo nascosto (le modifiche cosiddette omnibus di fine anno votate senza neppure leggerle), suggerite dagli amici degli amici, che sollecitano il superamento delle “regole” vincolanti e necessarie in un settore, la funeraria in genere, dove il contraente, la “famiglia dolente”, è soggetto particolarmente debole. Evidentemente l’arte di arrangiarsi, molto diffusa su questi temi, è cara a molti operatori ed organizzazioni di vario genere.

Questi attacchi non solo rendono inutili tutti i discorsi sulla corretta concorrenza, sul rispetto degli utenti, sulla professionalità e via andando ma sono attacchi anche alla dignità di questo lavoro ed alla funzione sociale di questa professione.

Dobbiamo dire “BASTA!” a questi tentativi …. e dire “BASTA!” non può limitarsi ad essere una pura espressione verbale.

La domanda è se bastano i comunicati, spesso ignorati, a salvarci la faccia o se, invece, non sia giusto, corretto e NECESSARIO dare manifestazione forte a questa volontà perché il tema non sia più oggetto dei soli addetti ai lavori ma diventi tema “sociale” di riflessione anche per la pubblica opinione.

La manifestazione delle autofunebri non è disobbedienza civile, non è “serrata” delle nostre attività e del pubblico servizio che i nostri operatori debbono svolgere, non è una gita “fuori porta”; esprime, invece, un ulteriore sacrificio degli operatori che, mantenendo gli impegni con le famiglie utenti, riescono anche a manifestare per difendere la propria dignità e un lavoro prezioso che, come tutte le attività, necessita di regole chiare per tutti al fine di tutelare le componenti più deboli, la “famiglie dolenti”.

Un grazie, quindi, a tutti gli operatori, grandi e, soprattutto, piccoli che hanno voluto partecipare alla tutela della dignità di questo lavoro e, se ci è permesso, anche una considerazione per i “grandi” che hanno snobbato o sottovalutato l’appello alla mobilitazione: le regole giuste, corrette e valide per tutti senza alcuna eccezione non sono un bene solo di una parte della categoria, ma rappresentano un bene prezioso anche per chi guarda il settore dall’algida posizione della ricchezza delle risorse.

CARONTE

 

PRECISAZIONE
Su richiesta della dott.ssa Valeria Leotta, responsabile nazionale di SEFIT, precisiamo che SEFIT ha partecipato, come scritto nel pezzo, alla mobilitazione delle organizzazioni funebri, con la sua personale presenza all’audizione concessa dalla Presidenza del Consiglio regionale della Liguria, ma non alla manifestazione di carri ed uomini, alla quale, invece, ha partecipato la genovese ASEF, importante azienda funebre aderente a SEFIT. Tale azienda, come precisa la dott.ssa Leotta, “associata a SEFIT, alla manifestazione delle Imprese di Onoranze Funebri ha partecipato in quanto azienda funebre di Genova…”.