Cimiteri romani: molto di più del vaso di Pandora.  La realtà supera la mitologia

Il Messaggero, ancora una volta, ci rendiconta di un’altra incredibile procedura verificatasi sempre a Prima Porta, al Flaminio quindi, cioè nel più grande cimitero romano. Si tratta di una indagine condotta dal P.M. Pollidori che, quindi, affianca con la sua indagine quella del P.M. Marinaro sulle mancate cremazioni già nota ai nostri lettori.
Secondo le indagini, ci racconta Il Messaggero, i cadaveri estumulati non ancora completamente mineralizzati (ridotti ad ossa), quindi indecomposti, invece di essere avviati alla loro completa mineralizzazione sarebbero stati “fatti a pezzi” per evitare i costi della cremazione dei resti o del rinnovo della concessione di tumulazione ai fini della completa mineralizzazione del cadavere.

Sembrerebbe, dunque, che i parenti pagassero, ovviamente a nero ed in contanti, gli autori del misfatto (operatori funebri ed addetti cimiteriali in combutta) per risparmiare esborsi maggiori per la cremazione o tumulazione dei resti.

Al peggio non c’è mai fine, nei cimiteri romani…

Ovviamente funerali.org, sempre attenta alla “voce del padrone”, ci informa che AMA spa si è fatta subito parte attiva nell’aiutare le indagini, dichiarandosi, ovviamente, parte lesa e soggetto a fianco dei cittadini ed attenta a tutelare l’onorabilità aziendale. Senza fare alcuna ironia … un po’ tardi! Se avesse prestato attenzione ai suoi compiti di gestore del cimitero, come era ed è suo preciso dovere, compito, tra l’altro, ben pagato dal Comune di Roma, queste scandalose vicende si sarebbero evitate.

I normali cittadini ed utenti del cimitero no, ma chi ha minimamente competenze sulla materia strabuzza gli occhi nel leggere queste incredibili cronache: i fatti riferiti sono così impossibili che la loro realizzazione non può che essere frutto di “associazione a delinquere” complessa ed elaborata.

Prima di tutto la ASL competente che ha assistito, obbligatoriamente stante l’assenza di disposizioni legislative sulla materia nella Regione Lazio che superino gli obblighi previsti dal DPR 285/90, all’estumulazione di tali cadaveri che cosa ha disposto?

Poi il Gestore del cimitero, AMA Spa, che ha disposto l’estumulazione non ha fatto alcun controllo sullo stato del cadavere estumulato? E se l’ha fatto, come suo dovere, non ha informato che la mineralizzazione era compito del gestore e non di altri soggetti, eccezion fatta per la cremazione? E’ noto in tutto il mondo che i cadaveri indecomposti debbono essere collocati, per norma, nel campo degli indecomposti per 5 anni; solo se gli aventi titolo esprimono altre scelte l’amministrazione potrà concedere di tumulare o cremare i resti. E la inumazione nel campo degli indecomposti è gratuita e non può essere gravata da alcun onere.

Ma chi gestisce i cimiteri romani ha iniziato a gestire queste strutture da 5 giorni per non conoscere questi elementari obblighi? Oppure, come tante volte è stato sottolineato, il pressappochismo domina in quei luoghi, appunto nei cimiteri romani, con la possibilità per tutti di arrangiarsi come meglio si crede?

E queste considerazioni non sono fatte per difendere “qualche mariuolo”: non vantiamo paternità politiche in quel senso e su questi termini.

I “mariuoli”, come la nostra Santippe usa chiamarli, sono esseri spregevoli, addetti pubblici o addetti privati che siano, che, ci auguriamo, debbano essere radiati a vita dall’esercizio di queste funzioni; sono indegni di occuparsi in qualche modo di attività funebri e cimiteriali; questo, però, non basta.

Cara Sindaca di Roma quanto si deve ancora sopportare, quanti scandali debbono ancora venire a galla prima che l’Amministrazione Capitolina metta le mani sulla gestione dei Cimiteri Capitolini e richiami AMA Spa ai suoi doveri?

Infine caro Presidente della Giunta regionale cosa si aspetta a mettere mano a norme legislative regionali aggiornate alle esigenze dell’oggi, come tutte le regioni italiane hanno fatto, idonee a riempire finalmente un vuoto fonte continua di disordine, di improvvisazione professionale, di crescente debolezza dell’intero comparto?

L’augurio è che siano tempi brevi, la speranza, “ultima dea che fugge (anche) i sepolcri”, è molto tenue.

Caronte

 

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