Salme scomparse a Palermo, un arresto nel “racket dei morti”

Una salma sparisce per tre giorni, per poi ricomparire, e i resti di un’anziana svizzera scompaiono per cinque mesi e poi vengono ritrovati «come uno scarto» in uno dei viali del cimitero

Sono due dei macabri episodi avvenuti al cimitero dei Rotoli sui quali si sviluppa l’inchiesta della Procura che ha portato agli arresti domiciliari Paolo Rovetto, 25 anni, titolare dell’agenzia di pompe funebri «L’ultima cena».

Secondo l’accusa, il titolare dell’Agenzia di onoranze funebri avrebbe organizzato due episodi ricostruiti dalla polizia.

Il primo caso riguarda una donna morta in ospedale il 26 aprile 2018. Nella confusione del momento la salma era sparita ed è ricomparsa tre giorni dopo. Secondo gli investigatori, a “rubare” la salma sarebbe stato Rovetto che l’avrebbe poi consegnata ai necrofori tre giorni dopo.

Dell’altro episodio protagonista è la salma di un’anziana signora svizzera, morta nel marzo 2018, di cui per cinque mesi si sono perse le tracce. I familiari avevano affidato a Rovetto l’incarico della cremazione ma l’uomo avrebbe preso tempo mandando certificati di morte e altri documenti falsificati: la salma è ricomparsa solo a distanza di tempo. Attraverso le immagini del sistema di sorveglianza del cimitero è stato accertato, nel settembre 2018, l’ingresso del furgone di Rovetto, alla guida del mezzo, che avrebbe scaricato il feretro tra i viali del cimitero dove è stata ritrovata dopo una segnalazione alla polizia.

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Immagine: © Il Sicilia.it

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