La tuta coi funghi: una nuova sepoltura ecocompatibile o semplice marketing?

È arrivata in Italia da qualche giorno la notizia di una “novità” nel campo delle sepolture: la sostituzione del cofano con una tuta integrale impregnata di spore di funghi.

Le spore, nelle intenzioni della progettista, dovrebbero far nascere funghi che, cibandosi del defunto, ne trasformerebbero il corpo in elementi più semplici assorbendo inoltre gli inquinanti che ognuno di noi porta con sé.

La notizia è tutta qui, il commento è carico di dubbi.

Il primo dubbio è che, poiché per motivi sanitari i cadaveri sono seppelliti a una profondità standard, sembra veramente difficile per i funghi conquistare la luce del sole per dare luogo a dei bei campi di chiodini.

Il secondo è che i funghi sembrano più un accorgimento estetico che un bisogno: nel momento in cui un corpo è affidato al terreno senza l’isolamento del cofano e di abiti non completamente naturali il processo di decomposizione di per sé è molto facilitato.

Ancora, il ventilato risparmio sui costi di sepoltura sussiste solo se si rinuncia a coprire l’area di sepoltura, cosa che accade frequentemente in altre culture ma non da noi, il costo della “tuta funghiera” invece, 1.500$, è ben in linea con un buon cofano di qualità…

Insomma, nel percorso verso sistemi più ambientalmente compatibili per la distruzione dei cadaveri abbiamo visto proposte forse meno bucoliche ma più convincenti (dall’idrolisi ad alta pressione alla polverizzazione con azoto liquido).

 

la notizia in inglese

il sito del produttore

la notizia sulla pagina Facebook dell’agenzia AGI

 

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