Cagliari: l’inchiesta “caro estinto” arriva in tribunale

Quattro patteggiamenti, una richiesta di rito abbreviato e il rinvio dell’udienza per due indagati sono il bilancio dell’udienza preliminare nata dall’inchiesta denominata “Caro estinto” che ha coinvolto i necrofori di cinque ospedali cagliaritani.  I cinque agevolato alcune agenzie funebri, in cambio di denaro. L’indagine ha coinvolto 140 persone, e il pm Giangiacomo Pilia aveva chiesto il rinvio a giudizio per 22 tra necrofori ospedalieri e titolari di pompe funebri accusati a vario titolo di truffa aggravata, peculato, falso in atto pubblico e induzione indebita.

Richieste di decreto penale di condanna erano già state formulate dal pm nei confronti degli altri imputati, circa 120 finiti sotto inchieste per reati minori. Secondo l’accusa, negli obitori degli ospedali Brotzu, Santissima Trinità, San Giovanni di Dio e Marino era stato creato un business illegale tra agenzie funebri e personale ospedaliero: segnalazioni di decessi in cambio di denaro così da accaparrarsi i servizi del defunto.

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