Salme nelle chiesine? E così non sia!
Si annunciano tempi duri per i sostenitori dell’esposizione dei defunti a cassa aperta in luoghi non idonei come le chiesette e le sacrestie. Riportiamo due notizie recenti che testimoniano comportamenti risoluti e fermi verso una forma di “pietà” mal riposta e superficiale, quale è l’usanza, che si pretende giustificata dalla “tradizione”, di servizi di locali non progettati né predisposti per l’osservazione salme, vista la palese assenza di requisiti igienico-sanitari.
La prima notizia arriva dalla Campania. Un decreto firmato dall’Arcivescovo di Salerno lo scorso dicembre vieta ai sacerdoti della sua Diocesi di ospitare in chiese e luoghi di culto lo stazionamento dei defunti per veglie funebri e/o periodi prolungati. Del resto, non è una novità che gli edifici sacri non possano garantire i requisiti igienico-sanitari previsti per case funerarie. Molto istruttiva la considerazione dell’Arcivescovo che ha invitato a vedere nella Chiesa una presenza spirituale accanto ai fedeli nel lutto, ma per quanto riguarda gli spazi, i locali restano destinati unicamente alle esequie, non ad altre funzioni.
La seconda notizia arriva invece da San Giovanni Valdarno. Con ordinanza datata 16 febbraio 2026 il Sindaco ha ordinato la chiusura delle camere mortuarie presso la Confraternita di Misericordia di San Giovanni Valdarno – Via Alberti n. 9 – per gravi carenze igienico-sanitarie ai sensi del D.P.R. 285/1990. Tale ordinanza viene promulgata a seguito di ispezione del Dipartimento di Prevenzione Unità funzionale Igiene Pubblica e Nutrizione Zona Valdarno che individua irregolarità e carenze documentali, strutturali, organizzative e impiantistiche con riferimento ai locali della sacrestia e di parte della chiesa di Santa Lucia (e servizio igienico annesso) destinati a camere mortuarie. Il divieto assoluto di utilizzo dei locali si estende fino a completo adeguamento e rimozione di tutte le non conformità.
Si tratta di segnali importanti orientati a mettere ordine in una materia complessa spesso trattata con leggerezza e indifferenza verso le prescrizioni di legge nazionali e regionali. Auspichiamo che sulla scia di queste prese di posizione delle rispettive autorità, molte altre ne seguano l’esempio, togliendo vento alle bandiere della piccola politica che qua e là sventolano per mero interesse elettorale. La semplice verità è che ognuno deve fare il proprio mestiere e con il pregiudizio per la salute pubblica occorre la massima circospezione.















