dante alighieri, Divina Commedia

Dante Alighieri, 700 anni dopo, e la funeraria

700 anni fa, la notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, moriva Dante Alighieri. Padre della lingua italiana, poeta, enciclopedista ante litteram, critico d’arte, profeta e visionario: una figura immensa, che insieme a San Francesco e a Leonardo Da Vinci costituisce la triade a cui gli italiani devono la loro ancestralità letteraria, spirituale, tecnico-scientifica. Il settecentenario dantesco, un evento che la filologia patriottica – a partire dall’Accademia della Crusca – prepara da decenni, si appresta a tenere banco nel dibattito culturale italiano e, perché no, a stimolare qualche riflessione all’ambiente della funeraria, con particolare riferimento alla somma opera del poeta: la Divina Commedia.

L’opera di Dante, che fu determinante nella prima metà del ‘900 per alfabetizzare l’Italia, risuona da sempre intramontabile grazie alla sarabanda di immagini ed episodi narrati con vivida partecipazione che proiettano il lettore nei luoghi e nei discorsi della poesia, aprendo la sua mente allo spettacolo dell’allegoria.

Questo è la Divina Commedia: l’incontro di un’anima con se stessa per il tramite di un viaggio fatto di cadute, dubbi, timori, speranze, senza mai perdere di vista la missione di uno spirito autenticamente cristiano.

Dante, giova ricordarlo, fu anche un appassionato di politica: priore di Firenze per un certo tempo, finì nei guai per una trama ordita da una magistratura compiacente che per eliminarlo politicamente lo condannò all’esilio onde evitare di essere messo al rogo. In una città, tra l’altro, ignara del fatto che qualche lustro dopo avrebbe sommato alla sciagura della brutta politica nientedimeno che una pandemia (la peste). Quanta attualità!

Potrebbe accadere allora che nel viaggio ultraterreno (che solo Enea e San Paolo, oltre al mitico Orfeo, hanno intrapreso) gli incontri e le riflessioni del poeta diventino i nostri e ci illuminino. Nel clima da giudizio universale che precorre il sentiero del regno dei morti non si può infatti rinunciare al proprio personale confronto con la dimensione della morte, realtà fisica che l’evo moderno tende a dimenticare, rimuovere, disincarnare, ma che per le strade dell’arte ci si affaccia col furore ossimorico di uno schiaffo che scocca come una carezza.

Per me si va nella città dolente” scrive Dante, usando questa parola divenuta tecnica nel linguaggio della funeraria, sublimando concetti tanto antropologici quanto identitari che fanno della morte una materia viva e feconda, da trattare con rispetto e confidenza e da assumere come monito personale per trasformare il libero arbitrio in una scelta morale che non rifugge le responsabilità della vita.

E proprio qui sta il registro utile alla funeraria: chi opera nel settore non può mantenere alta la performance senza un buon equilibrio psicologico che resiste alle sollecitazioni da stress. E questo equilibrio non può essere solo il portato dell’esperienza, ma viene alimentato  dalla consapevolezza e dall’accettazione a livello profondo della dimensione ineluttabile del fine vita.

Riscoprire la Divina Commedia, opera popolare per eccellenza (non appannaggio esclusivo di raffinati intellettuali come certa critica o pessimi insegnanti vorrebbero far credere), che svela in poesia e avventura il significato della morte, della colpa e della redenzione può contribuire all’edificazione di operatori strutturati e solidi, non induriti dalla professione e perfettamente in grado di essere genuinamente empatici coi dolenti.

Piero Chiappano


interrogazione da onorevole antonio zennaro

Vaccinare gli Operatori contro COVID-19: interrogazione parlamentare

La campagna lanciata da Federcofit perché agli Operatori del Comparto Funerario Italiano sia riconosciuto l'elevato rischio professionale di contagio da COVID-19 e perché quindi sia prevista la nostra categoria professionale tra quelle con priorità nella vaccinazione è arrivata in Parlamento.

Lo scorso 3 marzo, l'Onorevole Antonio Zennaro (circoscrizione Abruzzo, gruppo parlamentare Lega) ha presentato l'interrogazione a risposta scritta n° 4-08397 al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute.

ZENNARO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
esistono alcune categorie professionali che lavorano a contatto con soggetti e/o con materiali potenzialmente infetti e che quindi sono maggiormente a rischio di esposizione a malattie infettive, come la Sars-CoV-2; per tali categorie professionali, rientrare in un programma di vaccinazione può ridurre in modo sostanziale i rischi, sia di acquisire pericolose infezioni, sia di trasmettere patogeni ad altri lavoratori e soggetti con cui i lavoratori possono entrare in contatto;

gli addetti del settore funebre, che consta di circa 6.000 imprese sul territorio nazionale, rappresentano una categoria altamente esposta al contagio da Covid-19 per le specifiche attività svolte;

in questo ultimo anno, dall'inizio della pandemia, la Federcofit, Federazione comparto funerario italiano, ha rilevato un consistente numero di vittime e terapie intensive tra gli addetti funebri a causa dei contagi avvenuti negli ambienti di lavoro; la stessa Federcofit ha ritenuto opportuno sollecitare in più occasioni i vari livelli istituzionali affinché venissero avviate iniziative concrete atte a consentire alla categoria di svolgere con relativa tranquillità il trattamento dei defunti morti per Coronavirus, senza però ricevere alcun riscontro –:

    • quali iniziative il Governo intenda adottare per garantire al settore funerario di svolgere con la giusta protezione il proprio compito;
    • se il Governo intenda adottare iniziative per inserire gli addetti alla categoria funebre, potenzialmente a contatto con il virus, nel programma di vaccinazione nazionale.

Governo Draghi: insediati anche i sottosegretari

È stata resa nota la lista dei 39 sottosegretari del governo Draghi: 19 donne e 20 uomini.  Ecco la lista completa:

Presidenza del Consiglio
Deborah Bergamini (Forza Italia) e Simona Malpezzi (Pd) ai rapporti con il Parlamento
Dalila Nesci, M5S (Sud e coesione territoriale)
Assuntela Messina, Pd (Innovazione tecnologica e transizione digitale)
Vincenzo Amendola, Pd (Affari europei)
Giuseppe Moles, Fi (Informazione ed editoria)
Bruno Tabacci, Centro democratico (Coordinamento della politica economica)
Franco Gabrielli (Sicurezza della Repubblica)

Esteri e cooperazione internazionale
Marina Sereni, Pd - viceministro
Manlio Di Stefano, M5S
Benedetto Della Vedova, +Europa

Interno
Nicola Molteni, Lega
Ivan Scalfarotto, Italia Viva
Carlo Sibilia, M5S

Giustizia
Anna Macina, M5S
Francesco Paolo Sisto, Forza Italia

Difesa
Giorgio Mulè, Forza Italia
Stefania Pucciarelli, Lega

Economia
Laura Castelli, M5S - viceministro
Claudio Durigon, Lega
Maria Cecilia Guerra, Leu
Alessandra Sartore, Pd

Sviluppo economico
Gilberto Pichetto Fratin, Forza Italia - viceministro
Alessandra Todde, M5S - viceministro
Anna Ascani, Pd

Politiche agricole alimentari e forestali
Francesco Battistoni, Forza Italia e Gian Marco Centinaio, Lega

Transizione ecologica
Ilaria Fontana, M5S
Vannia Gava, Lega

Infrastrutture e trasporti
Teresa Bellanova, Italia Viva - viceministro
Alessandro Morelli, Lega - viceministro
Giancarlo Cancelleri, M5S

Lavoro e politiche sociali
Rossella Accoto, M5S
Tiziana Nisini, Lega

Istruzione
Barbara Floridia, M5S
Rossano Sasso, Lega

Beni e attività culturali
Lucia Borgonzoni, Lega

Salute
Pierpaolo Sileri, M5S
Andrea Costa, Cambiamo-Noi con l'Italia


Il coronavirus sposta Tanexpo a luglio 2021

Come previsto, l'incertezza determinata dal persistere del rischio contagio ha inciso anche sulla data di Tanexpo, che era già stato spostata dal 2020 al febbraio 2021, e ha costretto gli organizzatori a fissare una nuova data. A seguire la lettera di Tanexpo.

Gentili Espositori,
Ancora una volta, purtroppo, il perdurare dell'emergenza sanitaria Covid-19, che vede tuttora in essere restrizioni alla libertà di spostamento tra regioni e tra Paesi, non ci consente di confermare lo svolgimento di TANEXPO a maggio, così come annunciato nei mesi scorsi.

Il senso di responsabilità nei confronti di Espositori e Visitatori e la caratura della manifestazione, appuntamento fondamentale per i professionisti della funeraria italiana e internazionale, hanno imposto una accurata riflessione per poter svolgere una manifestazione in totale sicurezza.
Al termine di una lunga serie di incontri con BolognaFiere e mantenendo sempre aperto il confronto con le Aziende Espositrici, sono state quindi fissate le nuove date per il posticipo di TANEXPO che si terrà dall'1 al 3 Luglio 2021.

Alla decisione ha concorso una attenta valutazione della situazione attuale e la prospettiva di una maggiore mobilità nella stagione estiva, coadiuvata anche da una auspicata crescente copertura vaccinale.
L'obiettivo è ripartire già da luglio prossimo con una manifestazione che ci consenta di tornare ad incontrarci con fiducia, insieme. TANEXPO vuole essere così, una volta di più, l'occasione di confronto e di crescita per il nostro comparto che in questi lunghi mesi non ha mai smesso di adoperarsi con estrema professionalità.

Nel segno della rinascita, TANEXPO si svolgerà nei padiglioni 29 e 30 di BolognaFiere con un’esposizione rinnovata, per accogliere la clientela in nuovi e più ampi spazi, offrendo al contempo un migliore distanziamento interpersonale.
Teniamo a precisare che il layout seguirà le caratteristiche dello spazio espositivo già concordato, che rimane confermato. La nuova messa in pianta, non appena elaborata, sarà condivisa e verificata con ogni Azienda Espositrice.
Alle Aziende che esporranno a Luglio sarà riservata la possibilità di scelta e prelazione sulla posizione occupata quest'anno nei nuovi padiglioni per la partecipazione 2022.
TANEXPO mette poi in campo una promozione del tutto straordinaria riservata solo agli Espositori presenti nel 2021 prevedendo uno sconto fino al 50% sulla tariffa ufficiale dell’area espositiva per l’edizione successiva, che si terrà dal 23 al 25 Giugno 2022!

Rinnoviamo a tutti Voi il nostro ringraziamento per la continua disponibilità nel condividere con noi riflessioni importanti a supporto di decisioni, davvero complesse, che la nostra organizzazione si trova ad operare in questo momento così particolare.
Vi invitiamo a scaricare la comunicazione completa cliccando qui.

Siamo sempre a Vostra disposizione: contattateci per qualsiasi dubbio e verificheremo la soluzione migliore, attivando tutte le energie per ripartire nuovamente insieme!

I nostri migliori saluti.
L'organizzazione di TANEXPO

tel. 051.282611
info@tanexpo.com


Lady Radio intervista Giovanni Caciolli Segretario Nazionale Federcofit 23 febbraio 2021

Vaccini per la Funeraria: Giovanni Caciolli intervistato da Lady Radio

In questi giorni Federcofit si sta impegnando per dare il massimo risalto al proprio appello perché gli Operatori della Funeraria siano considerati tra le categorie maggiormente a rischio e quindi destinatari dei vaccini anti COVID in via prioritaria.

Le nostre lettere, se ancora non hanno smosso il ministro della salute Roberto Speranza, stanno avendo risalto sui media.

Proponiamo qui la registrazione di una intervista di Dario Baldi al nostro Segretario Giovanni Caciolli, andata in onda su Lady Radio.

 


la frana al cimitero di Camogli

Federcofit offre il suo aiuto a Camogli

Ancora la Liguria protagonista di un drammatico evento in cui la natura fa lo sgambetto alle cose umane: nel paradiso incantato di Camogli, un’ala intera del cimitero, costruito a picco sul mare, è franata per il cedimento della falesia sottostante.

Impressionante il video girato fortunosamente da alcuni operai che si trovavano in loco per una manutenzione, in cui si vedono due uccelli abbandonare istintivamente il tetto del colombario presagendo il peggio. E difatti oltre duecento tra bare e cassette da ossario sono finite in mare: quando si dice che non c’è pace per i defunti.

La Protezione Civile si è subito attivata per mettere in sicurezza la struttura rimasta in piedi e per recuperare i feretri. Ma le operazioni, come si può immaginare, non sono semplici: c’è il concreto rischio che nel tonfo cofani e targhette di riconoscimento si siano scomposte e pesantemente danneggiate, rendendo impossibile il riconoscimento dei defunti se non a valle di delicate e penose attività di recupero.

Federcofit, per il tramite del Presidente Regionale della Liguria Liliana Allaria, si è subito attivata telefonando al Sindaco Francesco Olivari, manifestando solidarietà e concreta disponibilità.

Liliana, forte delle sue capacità di fare squadra e contando sull’ottima rete di associati che Federcofit vanta in Liguria, ha prontamente arruolato le sue imprese per offrire manodopera, strutture, materiali e tutto ciò che possa facilitare la soluzione di questo drammatico evento.

La professionalità che contraddistingue gli associati della Federazione, la schietta conoscenza del regolamento di polizia mortuaria, il network di imprese e maestranze della filiera di settore: si tratta di elementi che, in ottica di responsabilità sociale e di transizione ecologica, concorrono all’integrazione delle competenze e dei rispettivi raggi d’azione tra privato e pubblico.

E Federcofit vuole essere protagonista, offrendo il suo know-how, unitamente alla giusta capacità di gestione emotiva di questa inconsueta emergenza, per contribuire al coordinamento dei lavori insieme agli organi che via via saranno coinvolti. Prontamente, infatti, Federcofit ha scritto al Sindaco di Camogli per formalizzare la disponibilità, la solidarietà e l’impegno della sua squadra ligure, ottimamente rappresentata dalla sensibilità e dall’acume solidale di Liliana Allaria.

 Orfeo

 

l'immagine di copertina è dei Vigili del Fuoco

Ministro Speranza: il Comparto Funerario attende una risposta sui vaccini!

Gent. Signor Ministro,

dopo averLa sollecitata nelle varie forme possibili a rivolgere, finalmente, una qualche attenzione alle categorie funerarie per curare la tutela della loro salute ed impedire che i loro servizi, obbligatori indipendentemente dalla causa del decesso del defunto servito, finiscano per essere essi stessi veicolo di nuove infezioni, registriamo, ancora una volta la totale disattenzione Sua e di tutte le strutture vocate a presidiare gli interventi per la pandemia: ancora nessuno ha fatto niente per accelerare la vaccinazione degli addetti funebri.

Il fatto che non sia la prima volta, dopo la tragedia della prima insorgenza della pandemia con la carenza drammatica delle mascherine, fornite progressivamente a tutti ad eccezione degli addetti funebri, non può significare che ci si debba abituare.

A nulla è valso, evidentemente, il sacrificio di vite umane e di situazioni gravissime che hanno investito il nostro settore: nella sola Bergamo, lo vogliamo ricordare in modo forte, su poche decine di attività funebri il settore ha pagato il prezzo di oltre quattro decessi e numerosi casi di terapia intensiva con tutte le conseguenze del caso… E non perché dediti a passatempo senza le protezioni idonee ma nello svolgimento delle loro funzioni ed a causa di questo loro lavoro al pari degli eroici addetti sanitari.

A poco valgono le sollecitazioni che nei vari Consigli Regionali le forze politiche di destra e di sinistra hanno rivolto ai loro Presidenti se poi non si muove niente: non abbiamo bisogno di pronunciamenti per scaricare la propria coscienza, abbiamo bisogno di atti concreti capaci far lavorare con la dovuta tranquillità e serenità i nostri addetti obbligati a trattare defunti morti per coronavirus e relazionarsi con le loro famiglie.

Abbiamo scritto a tutti i responsabili, non solo a Lei ma anche al Direttore Borrelli, all’onnipresente ed onnifacente Arcuri, ai Presidenti delle Regioni ed ai loro Assessori alla Sanità… ma niente, neppure una risposta ed un riscontro, capace, almeno, di esprimere un minimo livello di buona educazione.

Gentile Signor Ministro, si sta procedendo a vaccinare i volontari, anche quelli settantenni probabilmente per onorare il loro passato glorioso, si stanno vaccinando gli avvocati e non si danno risposte alle richieste degli addetti del settore funebre obbligatoriamente a contatto con il virus…

Cosa dobbiamo fare per fare sentire la nostra voce e per avere la considerazione che ci siamo conquistati sul campo? Dobbiamo “serrare” le nostre attività in segno di protesta contro questa colpevole disattenzione?

Dobbiamo scendere in piazza con i nostri automezzi per significare il nostro motivato disagio e la nostra protesta?

Non si tratta di trovare centinaia di migliaia di dosi; con 20/30 mila dosi si garantisce la tutela degli addetti delle circa 6000 imprese funebri che debbono, per il loro lavoro, come gli addetti sanitari, operare sui defunti a causa del Covid-19, prima del loro incassamento e sigillatura, e che debbono relazionarsi con le famiglie di questi defunti senza le sicurezze che la struttura sanitaria può offrire e garantire.

Abbiamo svolto il nostro ruolo con dedizione ed attenzione, abbiamo messo a disposizione le nostre strutture per ospitare i feretri, a seguito delle Sue Circolari, senza porre alcuna condizione, perché questa era ed è la nostra mission… ora, Signor Ministro, BASTA!!

Nessuno si meravigli se anche le pompe funebri, in assenza di risposte specifiche, incroceranno le braccia e scenderanno in piazza.

In attesa di un Suo doveroso riscontro gradisca i nostri saluti

per Federcofit,
il Presidente
Cristian Vergani

 


HERMES cresce ancora, assieme al Comparto Funerario

Sono passati solo quattro anni da quando il nostro magazine Hermes Funeraria ha visto i natali, e in questi pochi anni abbiamo visto accadere molte cose, sia positive che negative, e ve le abbiamo raccontate tutte nella maniera che ci riesce meglio, con chiarezza e semplicità, senza troppi giri di parole.

Una cosa che però non avevamo fatto era ringraziare tutti voi per l’interesse che mostrate verso il nostro lavoro. Bene, lasciateci allora porre rimedio a questa mancanza... GRAZIE!

Magari vi state chiedendo per quale motivo dobbiate essere ringraziati, non è che il nostro lavoro consista nello spaccare le pietre in miniera a mani nude e voi ci abbiate fatto recapitare dei martelli per agevolarci nel compito. In effetti no, e non è quello che avete fatto per noi, ma il nostro lavoro è raccontare il comparto funerario in Italia e vedere che questo racconto è passato ad interessare nel 2020 il 1.600% in più dei lettori rispetto al 2017, anno di nascita di Hermes. Sì, avete capito bene: il 1.600% in più. Se poi ci vogliamo aggiungere anche che la visualizzazione delle notizie ha avuto un incremento del 640%, ci fa capire che quello che stiamo facendo, forse, lo stiamo facendo bene, diventando un punto di riferimento per l’informazione sul settore funebre anche al di fuori degli addetti ai lavori, e nel nostro lavoro, come per la metafora della miniera è un po’ come avere ricevuto un martello per spaccare le pietre.  

Un altro dato significativo è che l’età media dei nostri lettori è inferiore ai 40 anni. Unendo questo dato a quanto già citato, e cioè che la nostra comunicazione impatta anche al di fuori degli addetti ai lavori, ci fa pensare che il settore si stia evolvendo esercitando un potere attrattivo sulle nuove generazioni. E questa è un’ottima notizia sia per gli imprenditori del settore, sia per Federcofit e anche per noi.

Quindi lasciateci ancora ribadire il nostro sincero grazie e ci auguriamo di poter continuare ad interessarvi e informarvi. Noi di certo lavoreremo sempre al massimo per poterci riuscire.

P. Momo


SOCREM Torino: richieste di cremazione solo via e-mail

SOCREM Torino ha inviato una comunicazione relativa alla trasmissione delle richieste di cremazione all'Ufficio Decessi.

Il numero di fax 0112419345 non è più attivo, pertanto le richieste di cremazione devono essere trasmesse all'Ufficio Decessi esclusivamente tramite e-mail all'indirizzo: serviziodecessi@socremtorino.it.

Di seguito vi segnaliamo i link per scaricare i moduli nella versione editabile:

 


Indagata infermiera del Versilia: «Favori alle imprese funebri»

C’è una infermiera dell’ospedale Versilia nell’indagine della procura di Lucca, La donna, che è accusata di aver favorito delle imprese funebri, secondo gli inquirenti avrebbe avvisato due aziende locali di servizi funerari in merito ai decessi avvenuti nel nosocomio di Lido di Camaiore.

L’infermiera, si spiega negli atti, in concorso con altre persone, in parte ancora da identificare, avrebbe ricevuto denaro, e altri favori, per indirizzare i familiari delle persone decedute in ospedale alle pompe funebri in questione, addirittura, a volte, facendo loro firmare dei veri e propri contratti. L’inchiesta è partita a seguito di un esposto da parte di un familiare di un defunto, e la procura lucchese ipotizza il reato di corruzione.

Nell'attesa che dopo le notizie di stampa il procedimento prosegua speditamente, e nella coscienza che un'ipotesi d'accusa non è una condanna, Federcofit si attende indagini rigorose e un accertamento senza ombre di eventuali responsabilità: la Federazione è a fianco dei Cittadini e degli operatori seri e onesti che lavorano quotidianamente per offrire il loro servizio nella legalità.

La notizia su "Lucca in Diretta"

 


Da Treviglio all'Europa: interrogazione M5S/Verdi sulle emissioni dei forni crematori a Bruxelles

La vicenda del forno crematorio di Spino d'Adda (CR), fonte di una lunga contestazione da parte di un comitato NO-CREM locale, varca i confini e giunge sino al tavolo della Commissione Europea: un gruppo di parlamentari europei eletto nelle liste 5 Stelle e ora approdati ai Verdi [Eleonora Evi (Verts/ALE), Rosa D’Amato (Verts/ALE), Ignazio Corrao (Verts/ALE) Piernicola Pedicini (Verts/ALE)] ha sottoposto una interrogazione alla Commissione Europea sull’impatto ambientale dei forni crematori, privi di regolamenti uniformi a livello nazionale.

Il testo della interrogazione è il seguente:

In Italia non esiste una normativa uniforme che regoli l’installazione degli impianti di cremazione e le loro emissioni, paragonabili a quelle prodotte dall’incenerimento di rifiuti. Ogni Regione stabilisce limiti specifici in relazione alla localizzazione dell’impianto e alla tecnologia adottata. In base al DPR 285/1990, i forni crematori vengono costruiti entro i recinti dei cimiteri e il progetto di costruzione è corredato da una relazione sulle caratteristiche ambientali del sito e tecnico-sanitarie dell’impianto e sui sistemi di tutela dell’aria.
La Legge 130/2001 prevede l’emanazione di un provvedimento interministeriale per definire le norme tecniche per la realizzazione degli impianti di cremazione rispetto ai limiti di emissione, agli ambienti tecnologici e ai materiali per la costruzione delle bare per la cremazione. Tale provvedimento non è mai stato emanato. In assenza di regole e limiti chiari si è sviluppata, in particolare nelle Marche e attraverso la finanza di progetto, una corsa all’installazione di crematori nei piccoli comuni attraverso l’occupazione di territori privi di pianificazione. Rischio analogo sussisterebbe in Lombardia, a seguito di iniziative regionali per lo sviluppo della rete degli impianti di cremazione. Alla luce di queste osservazioni, può la Commissione chiarire se intende armonizzare le normative in ambito cimiteriale e ambientale per i forni crematori?”.

Come detto, si tratta di un’interrogazione da parte di parlamentari europei provenienti dal M5S e approdati nel gruppo dei verdi europei. L’attenzione dei rappresentanti del M5S sui temi della cremazione e degli aspetti legati al possibile inquinamento è nota da tempo. Sarà interessante e, sicuramente molto importante, la eventuale risposta della Commissione.

Leggi questa notizia su "prima Treviglio"


Grosseto inaugura il crematorio, un ulteriore sbocco per la cremazione in Toscana

Si è tenuta il 21 gennaio 2021 l’inaugurazione ufficiale del nuovo Tempio Crematorio di Grosseto, edificato presso il Cimitero di Sterpeto, in via dell’Olocausto.
La struttura è stata realizzata dalla società Tempio Crematorio Grosseto srl, concessionaria della progettazione, costruzione e gestione dell’impianto ed appartenente al Gruppo Altair: con quello di Grosseto sono ben 18 gli impianti di cremazione italiani gestisti dal Gruppo ALTAIR.
L’impianto ha iniziato la propria attività, prima dell’inaugurazione, nel maggio 2020 ed oggi ha già superato le 1600 cremazioni.

Il crematorio, con un investimento di circa 3 milioni di euro, è dotato di una linea di cremazione tecnologicamente all’avanguardia, è dotato di due sale del commiato per il saluto al feretro ed architettonicamente presenta soluzioni molto interessanti.
“Di comune accordo con la società concessionaria – ha affermato il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna – abbiamo deciso di posticipare l’inaugurazione ufficiale della struttura privilegiando nel primo periodo l’operatività: i numeri registrati dalla gestione evidenziano come l’impianto di Grosseto abbia da subito risposto alla sempre maggiore richiesta da parte della popolazione ed abbia innegabilmente contribuito a supportare il sistema funerario che ha vissuto mesi di grande criticità.”
“Siamo convinti – afferma Paolo Zanghieri, legale rappresentante della società concessionaria – che il Tempio Crematorio di Grosseto possa divenire un punto di riferimento per una vasta area e possa offrire un servizio di eccellenza. Il nostro lavoro è quello di cercare di migliorare ogni giorno avendo ben presente la natura della nostra attività. Il nostro codice etico non transige sul rispetto per i famigliari, per i feretri, per la sicurezza e per l’ambiente.”
La durata della concessione di costruzione e gestione è 30 anni e al Comune viene riconosciuto un canone annuo pari al 13,13% dei ricavi e la tariffa applicata è scontata del 5,5% rispetto ai limiti annui stabiliti dall’apposito Decreto Ministeriale.
“Oggi la città di Grosseto conta su un servizio in più che consente alle famiglie che decidono di scegliere la cremazione di evitare lunghe trasferte alla ricerca di un impianto disponibile: i dati registrati nei primi mesi di attività – ha proseguito l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Grosseto, Riccardo Megale – confermano come la scelta cremazionista sia in grande crescita anche in città. Il contratto sottoscritto con la società consente al Comune il pieno controllo della gestione e particolare attenzione è stata posta agli aspetti ambientali ed alla qualità del servizio offerto.”

La notizia su "Grosseto Notizie"

La pagina sul sito del Gruppo ALTAIR