Regione Marche

Nella Regione Marche i morti fanno paura due volte

È stata approvata dal Consiglio regionale (su proposta Marconi UDC) una modifica alla normativa inserendo la distanza di almeno 100 metri tra le “sale del commiato” e, oltre alle strutture sanitarie e sociali, anche dalle abitazioni private.

Morale della favola: quelle aperte fino ad adesso salve tutte ma d’ora in poi tutti gli impresari funebri che intendano adeguarsi alla sempre più pressante richiesta delle famiglie di utilizzare le case funerarie si vedranno costretti a fare una decisiva scelta.

O continuare senza, lasciando fette di mercato via via più consistenti ai pochi che per tempo si sono mossi, oppure, cartina alla mano, dover relegare le loro strutture in periferie cittadine perdendo quel senso di utilità e servizio che per sua natura la sala del commiato offre a chi intenda onorare il proprio caro.

In pratica la Regione non vieta di versare nelle casse Comunali gli ingenti oneri dovuti alla realizzazione di tali strutture, ma ne abolisce la possibilità della sua realizzazione liberamente sul proprio territorio.

Ci vengono in mente le persone anziane, che guarda caso sono proprio la tipologia di persone che maggiormente partecipa alle funzioni, le quali verranno “fisicamente” escluse da tali onorevoli pratiche.

Il VERO problema è l’eventualità di chi si potrebbe ritrovare una sala del commiato vicino o all’interno del proprio condominio o residenza e quindi di supporre che tale evenienza generi una svalutazione economica del proprio immobile.

Perché? Per quale motivo? Se c’è una cosa che mia nonna mi ha sempre spiegato è che bisogna avere paura dei vivi e non dei morti … e poi di cosa c’è da avere timore? Odori? Rumori? Traffico? Sporcizia? Zombie?

L’arretratezza culturale o la non conoscenza della norma regna sovrana laddove si pensa che in queste strutture si eseguano chissà quali trattamenti o azioni. Dove c’è una struttura del genere di norma i livelli di igiene, pulizia, manutenzione e ripristino sia delle condizioni interne che di quelle esterne è tenuta in grande considerazione e portata a livelli eccelsi. La rumorosità e traffico a differenza di bar, ristoranti, locali o supermercati sono ridotti a zero per evidenti condizioni di rispetto. I requisiti imposti per la loro realizzazione non sono paragonabili a nessun tipo di costruzione civile privata.

Quello che fa più spavento è che una decisione in questa direzione crea un pericoloso precedente contro il quale Federcofit ha intenzione di combattere con tutte le energie possibili naturalmente solo se affiancato da i diretti interessati e cioè la categoria, gli imprenditori funebri marchigiani i quali ci sono sembrati, da un primo incontro, decisamente risoluti.

Jolly Roger

 

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