Funeraria: la Corte Costituzionale chiude la querelle tra Governo e regioni iniziata negli ultimi anni.

Finalmente si possono leggere le motivazioni della sentenza n° 180S/2020 della Corte Costituzionale in merito all’impugnativa dello stato (Presidenza del Consiglio) avverso le nuove le nuove disposizioni lombarde sulla materia funeraria e cioè della legge n° 4 del 4 marzo 2019 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 30 dicembre 3009, n° 33.”

Si tratta di una sentenza molto attesa perché è la prima che interviene nei rapporti tra stato e regioni sulla materia funeraria; numerose sono le regioni coinvolte in questi giudizi a causa di leggi varate nel recente e recentissimo passato.

Sentenza attesa anche con preoccupazione perché, se avesse avuto ragione la Presidenza del Consiglio, vent’anni di normative regionali potevano essere vanificate.

La Corte ha respinto le eccezioni del Governo ed ha riconosciuto la potestà legislativa delle regioni.

Il testo della sentenza può essere visionato da chiunque sul sito internet della Federazione.

La Federazione, come tutti sanno, si è impegnata senza riserve sia nella fase propositiva della legge, sia nelle fasi successive, tentando, anche, un rapporto con i vari ministri incaricati nei rapporti con le Regioni, Stefani della Lega prima, Boccia del PD ora, per evitare di arrivare alla formale sentenza.

Si deve sottolineare anche che la stessa regione Lombardia aveva lanciato un assist modificando alcuni elementi della norma, come richiesto dal Governo.

Tentativi senza successo…

La sentenza della Corte Costituzionale, pubblicata oggi, fa giustizia delle contestazioni promosse dal Governo e riconosce la validità delle innovazioni introdotte dalle Regioni nel corso di questi anni: la legittimità delle case funebri, la possibilità di trasferire i defunti a bare aperte, caratteristiche e requisiti dei cosiddetti centri servizi e vari altri temi.

La lettura del punto 4 della sentenza è particolarmente istruttiva in merito al valore delle disposizioni regionali giudicate, dalla Corte, assolutamente legittime.

Consideriamo molto importante questa sentenza perché sancisce la correttezza istituzionale delle soluzioni prospettate della legge di una Regione particolarmente rilevante, la Lombardia che conta oltre 10.000.000 di abitanti e che anticipano soluzioni ipotizzate nella Proposta di Legge nazionale.

La sentenza della Corte Costituzionale può, quindi, aiutare a velocizzare la definizione ed attuazione, finalmente, di una legge nazionale, dopo ormai 30 anni dal Regolamento nazionale (DPR 285/90), capace di armonizzare le disposizioni regionali e di garantire il rinnovamento della funeraria italiana.

Il Presidente

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