Crematorio e cimiteri di Brescia

Nell’anno 2004, quando aprì il tempio crematorio di Sant’Eufemia, le cremazioni furono circa 300 (pari al 4% dei defunti di quell’anno), e dodici anni dopo cioè nel 2016 sono state 4.400 e nel 2017 non ancora concluso la percentuale ha superato il 60%.
Si tratta di un rilevante mutamento culturale che, insieme a una previsione demografica sul tasso di mortalità di circa 45-50mila decessi nel ventennio compreso tra il 2015 e il 2035, ha indotto
l’Amministrazione a rivedere il Piano regolatore cimiteriale risalente al 2003, un anno prima dell’apertura del tempio di Sant’Eufemia.
La Commissione Lavori pubblici, ha votato a larga maggioranza per far arrivare il testo in Consiglio comunale mercoledì 29 novembre.
Tra le principali misure previste dal Piano, di durata trentennale, c’è il raddoppiamento delle linee del tempio crematorio bresciano (l’unico in provincia). L’obiettivo è quello di portare da due a
quattro gli impianti operativi per la cremazione, con un investimento a carico del concessionario del servizio (la società Ser.Cim srl) stimabile tra i 2,3 e i 2,5 milioni di euro: 1,5 milioni
serviranno per l’attivazione degli impianti, la restante quota per tutte le opere annesse che sorgeranno negli adiacenti spazi del cimitero di Sant’Eufemia.
Ma le previsioni sul tasso di mortalità hanno fatto sì che il Comune pianificasse un ulteriore intervento. Per rispondere adeguatamente alle future esigenze, al vaglio del Consiglio giungerà
anche la proposta di ampliamento di quattro degli undici cimiteri comunali (Stocchetta, Mompiano, San Bartolomeo e San Francesco di Paola), per un totale di circa 63mila nuovi posti.

 

 

 

immagine: DonauDanube

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