Funeraria: le elezioni si avvicinano e la ricerca di voti stimola la fantasia, ai danni della legge e della salute
Abbiamo letto con qualche meraviglia e con una certa dose di sconcerto la sollecitazione, tramite un Ordine del Giorno, dell’On. Rebecca Frassini della Lega, subito appoggiata dal collega di partito, Consigliere Regionale Lombardo, Roberto Anelli, per una modifica delle norme atta a permettere l’utilizzo di “chiese e sale parrocchiali” per esporre i defunti anche nel periodo di osservazione, superando non tanto e non solo le norme della Regione Lombardia in proposito ma anche, e soprattutto, un noto DPR del 1997 che regolamenta le funzioni, comprese quelle funerarie, delle strutture sanitarie pubbliche e private e delle strutture dedicate.
Del tema si sta discutendo da varie settimane in alcune aree della Lombardia con analoghe sollecitazioni da parte di sindaci e componenti politiche.
Ora, al di là della comprensione di particolari attenzioni nell’approssimarsi del periodo elettorale, sono d’obbligo alcune riflessioni da risottolineare.
Le disposizioni relative alla “osservazione obbligatoria dei defunti” sono di natura squisitamente sanitaria, a tutela della salute pubblica; invocarne la “deroga”, come sembra fare l’On. Frassini, e nel territorio lombardo tragicamente interessato dalla recente pandemia, è un evidente controsenso, quasi che nelle “Comunità Montane” vi debba essere una tutela della salute pubblica diversa da quella di tutte le aree del Paese: i cittadini delle Comunità Montane non sono certamente cittadini di “serie B” che non meritano le protezioni prescritte dal DPR in oggetto.
Le consuetudini cui si fa riferimento, “le tradizioni locali”, lo si deve affermare con la massima tranquillità, non fanno alcun riferimento a norme più o meno vecchie, ma derivano da abusi derivanti dall’arte italica di “arrangiarsi” e dalla pressoché totale assenza di controlli da parte dei comuni interessati, cui è demandata, per disposizione di legge, tale funzione.
Sicuramente l’attenzione presente alla cura dei defunti, al di là delle evidenti, ma legittime, motivazioni dettate da istanze concorrenziali, deve essere salutata come positiva ripresa del tradizionale “culto dei morti”, segno di evoluta civiltà, e le norme passate e presenti vi dedicano la dovuta attenzione, ma sono i “Locali di osservazione” e gli “Obitori” le risposte definite dalle leggi, passate e presenti, nazionali e regionali, per garantire le condizioni per la dignitosa attenzione e cura dei defunti: si tratta di strutture comunali obbligatorie adeguatamente curate per questa funzione che è precedente ad ogni rito, religioso di qualsivoglia fede o laico, di commiato dal defunto. Certo si tratta di strutture “costose”, soprattutto se adeguate alle domande degli utenti, ma la tutela della salute pubblica è materia sicuramente costosa che non si può liquidare con tre taralli, come ben sanno i nostri governanti, sia nazionali che regionali.
Questo ci sembra il terreno corretto per ogni costruttivo confronto teso a garantire anche nelle aree più difficili la reclamata cura dei defunti.
Su questo terreno anche tutte le componenti serie del settore potranno impegnarsi nell’aiutare soluzioni dignitose e rispettose delle domande delle famiglie colpite da un lutto.
Caronte















