Ospedale di Cisanello: a quando una conclusione ragionevole della vicenda?

La querelle sui servizi mortuari dell’Ospedale di Cisanello, a Pisa, va avanti e si arricchisce di nuovi elementi.

Da sempre abbiamo denunciato la carenza di spazio per il servizio mortuario di questo ospedale particolarmente moderno ed efficiente.

La dimostrazione sta nel fatto che quotidianamente i deceduti in questo ospedale debbono essere spostati per l’esposizione nel periodo dell’osservazione presso i servizi mortuari dell’ospedale di Santa Chiara ad alcuni chilometri di distanza. D’altra parte anche la Direzione dell’ospedale confessa che “tale organizzazione funzionale (il trasferimento da un ospedale ad un altro dei defunti) è attualmente adeguata all’esigenza dei due nosocomi ed è stata predisposta proprio in attesa della costruzione di nuovi spazi per il completamento dell’Ospedale di Cisanello”.

Federcofit ha una lunga tradizione di rapporti con questa struttura sanitaria, fin dal suo insediamento, e frequentemente conflittuali per le scelte fatte dalla struttura stessa.

Negli ultimi anni questi rapporti si sono ulteriormente inaspriti perché, in primis si è scelto di fare trasferire i defunti da un ospedale ad un altro, da Cisanello a Santa Chiara, da un operatore funebre, la SVS Srl di Livorno di proprietà di una nota ONLUS, in barba ad ogni disposizione normativa che ne sancisce l’incompatibilità, inoltre si sostiene, al di là di ogni evidenza, la congruità e l’idoneità di spazi e quant’altro per la cura del servizio mortuario.

Alla contestazione di avere affidato il servizio di trasferimento dei defunti ad un operatore funebre ci è stato risposto, dopo avere scomodato un noto studio legale fiorentino, che non si tratta di trasferimento ma veri e propri trasporti funebri, quasi che l’Ospedale fosse in possesso di specifiche deleghe da parte dei famigliari aventi titolo (i quali avrebbero delegato due soggetti a fare il medesimo servizio di trasporto funebre, l’ospedale e l’operatore funebre di riferimento).

Alle sottolineature di carenze evidenti di spazi, come documenta anche il materiale fotografico, ci viene risposto che le situazioni problematiche evidenziate derivano dalla scelta dei congiunti: “le salme dei pazienti deceduti per i quali i familiari non richiedono l’esposizione vengono ricomposte e sostano su idonei sostegni (carrelli) ed in locali riservati il cui accesso è consentito solo al personale dipendente addetto…”

Non crediamo che questo servizio mortuario dell’ospedale sia adeguato alle necessità, alle disposizioni ed alle esigenze delle famiglie.

Non lo affermiamo soltanto noi (vedi articoli), ma il corso degli eventi ha riportato alla cronaca articoli che più volte riproponevano le nostre segnalazioni con situazioni non degne di un struttura come quella di Cisanello.

Continueremo, ovviamente, a tenere destro il problema per arrivare il più rapidamente possibile, come dice anche l’ospedale, alla costruzione di quei nuovi spazi necessari per un servizio minimamente adeguato.

Certo anche questi fatti sollecitano una riflessione sulla improrogabile necessità di rivedere, aggiornare e completare le norme per il settore della Regione Toscana.

 

I disservizi a Cisanello nell’articolo de IL TIRRENO di mercoledì 27 dicembre 2017  

La denuncia presentata da Federcofit, nell’articolo de IL TIRRENO di lunedì 15 gennaio 2018 

La replica dell’Aoup su IL TIRRENO di venerdì 19 gennaio 2018 

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